La scoperta e la storia del Cloro
Prime ricerche chimiche
La storia del cloro inizia con Carl Wilhelm Scheele (1742-1786), un farmacista svedese che lavorava nel suo piccolo laboratorio a Köping, in Svezia. In una giornata invernale del 1774, Scheele riscaldò la pirolusite (diossido di manganese) con acido muriatico (acido cloridrico) e osservò un gas pungente, di colore giallo-verde, che sbiancava i fiori e gli bruciava i polmoni. Chiamò questa sostanza misteriosa "acido muriatico deflogisticato", ritenendo che fosse acido muriatico privato del suo flogisto.
Nel suo quaderno, alla data di dicembre 1774, Scheele annotò: "Si sviluppò un gas di colore giallo-verde, che aveva un odore molto soffocante e bruciava terribilmente i polmoni." La sua reazione (MnO₂ + 4HCl → MnCl₂ + 2H₂O + Cl₂) aveva prodotto il primo campione documentato di gas di cloro puro.
La controversia sulla natura dell'elemento
Claude Louis Berthollet (1748-1822), il celebre chimico francese, studiò a fondo il gas di Scheele dal 1785 al 1789. Inizialmente sostenitore della teoria del composto di Scheele, Berthollet scoprì le notevoli proprietà sbiancanti del gas e avviò la produzione commerciale della polvere sbiancante. Tuttavia, rimase convinto che il gas contenesse ossigeno e lo chiamò "acido muriatico ossigenato".
La controversia si intensificò quando Antoine Lavoisier (1743-1794) sostenne che tutti gli acidi dovessero contenere ossigeno (dal greco "oxys genes" - produttore di acidi). Ne derivò un dibattito scientifico trentennale sulla vera natura del cloro.
La prova definitiva di Humphry Davy
Il mistero fu risolto da Sir Humphry Davy (1778-1829) presso la Royal Institution di Londra. Utilizzando l'apparecchio per l'elettrolisi da lui appena inventato, Davy tentò di decomporre il gas verde e di ottenere il presunto componente ossigeno. Nonostante mesi di esperimenti tra il 1807 e il 1810, non riuscì a estrarre ossigeno.
Il 12 luglio 1810, Davy presentò alla Royal Society la sua rivoluzionaria conclusione: "Sono propenso a credere che la sostanza che abbiamo esaminato non sia un composto, ma una sostanza semplice." La chiamò "cloro", dal greco "chloros" (verde pallido), riconoscendola finalmente come un elemento fondamentale.
Il collega di Davy, Michael Faraday (1791-1867), fornì un sostegno essenziale riuscendo a liquefare il cloro nel 1823, dimostrandone le proprietà fisiche distintive e confermandone la natura elementare.
Rivoluzione industriale e polvere sbiancante
Charles Tennant (1768-1838), chimico e imprenditore scozzese, rivoluzionò l'industria tessile sviluppando la polvere sbiancante nel 1799. La sua fabbrica a St. Rollox, Glasgow, divenne il più grande stabilimento chimico del mondo, producendo ipoclorito di calcio [Ca(ClO)₂] facendo passare gas di cloro sulla calce spenta.
L'innovazione di Tennant trasformò la produzione tessile: il tradizionale sbiancamento con latticello e luce solare richiedeva 6-8 mesi, mentre lo sbiancamento con il cloro richiedeva solo poche ore. Nel 1815, la sua azienda produceva 9.000 tonnellate all'anno, impiegava oltre 1.000 lavoratori e generava profitti enormi.
La nascita dell'industria cloro-alcali
L'industria moderna del cloro ebbe inizio con Hamilton Young Castner (1858-1899) e Karl Kellner (1851-1905), che svilupparono indipendentemente processi elettrolitici per produrre cloro e idrossido di sodio dall'acqua salata. La cella a mercurio di Castner del 1892 e la cella a diaframma di Kellner del 1894 entrarono in forte concorrenza, fino a fondersi nella Castner-Kellner Company.
Herbert Henry Dow (1866-1930) rivoluzionò la produzione americana di cloro fondando la Dow Chemical Company nel 1897. Le sue innovative celle elettrolitiche utilizzavano i giacimenti sotterranei di salamoia di Midland, nel Michigan, rendendo Dow il maggiore produttore mondiale di cloro entro il 1920.
La Prima guerra mondiale e la guerra chimica
Il capitolo più oscuro della storia del cloro iniziò il 22 aprile 1915, durante la Seconda battaglia di Ypres, quando le forze tedesche liberarono 168 tonnellate di gas di cloro, provocando il primo attacco su larga scala con armi chimiche. Fritz Haber (1868-1934), in seguito insignito del Nobel per la sintesi dell'ammoniaca, diresse questo programma nonostante l'opposizione della moglie Clara e il suo successivo suicidio per protesta.
L'attacco uccise 5.000 soldati alleati e ne ferì altri 10.000, inaugurando una nuova era della guerra chimica. Successivamente entrambe le parti svilupparono armi chimiche più sofisticate, sebbene la visibilità del cloro e i metodi rudimentali di diffusione ne limitassero l'efficacia.
La rivoluzione della salute pubblica
La più importante eredità del cloro si manifestò nella disinfezione dell'acqua. John L. Leal (1858-1914) realizzò la prima clorazione continua dell'acqua municipale a Jersey City, nel New Jersey, nel 1908. Nonostante le contestazioni legali degli abitanti, che temevano un "avvelenamento chimico", il sistema di Leal eliminò le morti per febbre tifoide nel giro di due anni.
Abel Wolman (1892-1989) e Linn Enslow perfezionarono la scienza della clorazione, definendo i calcoli del dosaggio e il monitoraggio del cloro residuo, che divennero standard globali. Il loro lavoro rese possibile l'accesso ad acqua potabile sicura per miliardi di persone ed è considerato uno dei più grandi traguardi della salute pubblica del XX secolo.